Kaldi’s coffee

22 04 2011

Quando ad Addis hai voglia di prendere un caffè, stare in un ambiente carino e magari mangiare qualcosa, la scelta non è ampia… Tra i posti migliori ci sono le varie caffetterie della catena Kaldi’s Coffe, dove il caffè etiope, già ottimo di per sé, viene declinato con buona fantasia in molteplici varianti ,

Il nome di questi locali deriva dalla leggenda di Kaldi e delle sue pecore danzanti : si racconta che il caffè, inteso come bevanda, sia stato scoperto per caso qui in Etiopia, nel regno di Kafa, da questo pastore che aveva visto che il suo gregge si comportava in modo agitato ogni volta che mangiava certe bacche rosse. Dopo aver provato a sua volta l’effetto delle bacche del caffè, Kaldi aveva parlato di questi effetti con i monaci del locale monastero che, bollando i frutti come diabolici, li avevano lanciati nel fuoco. Sentendone l’aroma, però, avevano cambiato idea e avevano cominciato ad usare il caffè per tenersi svegli durante le preghiere notturne. In molti Kaldi’s Coffee la leggenda è riportata a vivaci colori a decorare le pareti dei locali.

L’idea che sta alla base di questo brand non è proprio originale… il marchio dei Kaldi’s Coffee non vi ricorda nulla? Provate a guardare qui.

Ma devo dire che se non si cercano esperienze esotiche, con annesso rischio di mal di pancia, anche se non è così autentico funziona, davvero.

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Happy new ethiopian year!

11 09 2010

Buon anno nuovo a tutti!

No, non sono impazzita: oggi in Ethiopia è il primo giorno dell’anno. Qui infatti l’Enkutatash , che cade il primo giorno del mese di Meskerem, segna l’inizio di un nuovo anno. Il calendario etiopico, rispetto a quello gregoriano che si usa in Europa, è di sette anni indietro: qui oggi è il primo giorno del 2003.

È stato davvero strano festeggiare il capodanno nel nostro giardino, in una bella e fresca serata con una fettina di luna che faceva capolino da dietro gli eucalipti. Abbiamo acceso un falò rituale, i nostri amici etiopi hanno cantato per noi una canzone tradizionale per augurare a ciascuno di noi un anno prospero e felice (l’unica cosa che abbiamo capito sono stati i nostri nomi in mezzo al ritornello!) e abbiamo ballato tutti insieme intorno al fuoco. Abbiamo poi bevuto caffè appena tostato secondo la tradizione locale, preparato su un piccolo braciere, con l’aroma dell’incenso che si confondeva con quello delle fascine del falò . Abbiamo assaggiato la tella, una specie di birra ottenuta da orzo fermentato e erbe aromatiche (fatta in casa, portato nelle bottiglie dell’acqua minerale… ormai il nostro stomaco sta sviluppando anticorpi africani), le focacce locali e una buonissima torta completamente fasting, ovvero senza nessun ingrediente di origine animale, per rispettare il digiuno rituale imposto dalla religione ortodossa.

E naturalmente, mentre festeggiavamo, è anche mancata la corrente, ma non ci siamo dati per vinti e abbiamo continuato alla luce delle torce!





Ferengi in Addis Ababa!

7 07 2010

La cerimonia del caffèFinalmente siamo tutti ad Addis Ababa!

Siamo ferengi, così qui chiamano gli stranieri dalla pelle bianca, ma qui tutti ci hanno accolto come se fossimo vecchi amici di ritorno da un lungo viaggio.

Abbiamo avuto un benvenuto in grande stile: nel giardino della nostra nuova casa, appena arrivati dall’aeroporto, abbiamo trovato pronta una tradizionale cerimonia del caffè, un bel mazzo di fiori e una buonissima torta alla panna (alla faccia degli avvertimenti per evitare il mal di pancia!).

Nella classica cerimonia del caffè (caffè si dice bunna in amharico) la preparazione è molto suggestiva: a terra viene sparsa erba fresca e su un braciere brucia un incenso intenso ed aromatico (è uno dei primi ricordi olfattivi legati all’Etiopia, che accoglie i viaggiatori già nella hall dell’aeroporto). I chicchi di caffè vengono tostati al punto giusto, spargendo il loro aroma che si mescola agli altri profumi. La bevanda viene servita in tazzine senza manico, con molto zucchero, per almeno tre volte: è un rito sociale da consumare senza fretta, chiacchierando e godendosi la sua lenta preparazione.








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