Pane e gatto

15 10 2010

Questo post lo dedico ai miei amici della panetteria italiana, miei fedeli lettori.

Vi racconto dove compro il pane, che per inciso appena sfornato è delizioso, qui ad Addis Ababa.

La panetteria che c’è vicino a casa vende, oltre all’injera, due tipi di pane, uno tipo filone e l’altro che assomiglia ad una girella, e due tipi di dolcetti, certi che sembrano muffin e altri a forma di ciambella ricoperti di cioccolato (e mosche, e vespe… e che per questo non ho mai assaggiato!).

La signorina che trovo sempre nel negozio, a qualsiasi ora io vada, è sempre molto cortese e mi ha conquistata come cliente dandomi sempre il pane appena sfornato, caldo e fragrante. A volte è capitato che piuttosto che vendermi qualche pezzo non freschissimo, mi dicesse di tornare più tardi: insomma, le attenzioni pagano e io ritorno volentieri da lei, che ha anche un occhio per l’igiene e mi serve sempre prendendo il pane con una busta di plastica ad uso di guanto.

Le attenzioni igieniche finiscono lì, perché gli scaffali dove è appoggiato il pane hanno la carta di giornale sul fondo, il pavimento del forno è in terra battuta e ogni tanto trovi in negozio un delizioso gattino rosso tigrato che non disdegna due coccole… è così che si sviluppano gli anticorpi, vero?

 

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