Meskel

27 09 2010

Oggi qui in Etiopia è il giorno del Meskel, una festa religiosa della chiesa ortodossa locale che commemora la scoperta della Vera Croce. La storia narra che a Gerusalemme la Regina Elena, nel quarto secolo, ebbe una rivelazione in sogno: avrebbe dovuto accendere un falò e nel fumo avrebbe visto dove era stata sepolta la vera Croce. Così lei fece preparare un grande fuoco: il fumo salì in cielo e poi ritornò verso il suolo, proprio nel punto dove la Croce era stata sepolta.

Il significato più antico della festa sembra essere legato alla stagione: il mese di Meskerem, che segna l’inizio dell’anno etiopico, coincideva anche con la fine della stagione delle piogge, con la ripresa del lavoro e con la riapertura delle vie di comunicazione.

La festa si celebra con funzioni religiose e con grandi falò ornati di margherite. Ieri sera Meskel Square, la piazza più importante di Addis Ababa, era piena di gente che con le fiaccole in mano ha atteso l’inizio del grande falò, che ha cominciato a bruciare quando il sole è tramontato. Durante tutta la serata, le strade dell’intera città erano costellate di fuochi, intorno ai quali le persone facevano festa.

È un’altra delle contraddizioni di Addis Ababa: la grande città dei palazzi di cemento e vetro che crescono ovunque, dello sviluppo, delle ambasciate, celebra una delle feste più importanti dell’anno con il fuoco, elemento ancestrale, che per una sera sembra essere ovunque, pervadere le strade e lo spirito della comunità.








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