Affrontare la vita mano nella mano

22 11 2010

Non è raro qui vedere due uomini che, camminando, si tengono per mano. Mi è capitato di vedere anche due militari, in divisa e con il mitra a tracolla, che percorrevano una via mano nella mano: un atteggiamento poco marziale, che in Italia sarebbe immediatamente etichettato come una manifestazione di omosessualità.

Qui non è così. Di omosessualità non si parla, è un argomento assolutamente tabù: essere gay in Etiopia è considerato un crimine sessuale.

Affrontare la vita mano nella mano è forse solo un modo per non essere soli, come quando si è piccoli e ci si tiene stretti per non perdersi.

È una fisicità a cui all’inizio noi europei non siamo abituati: gli uomini per salutarsi, oltre a stringersi la mano, si scambiano una specie di abbraccio appoggiandosi l’un l’altro sulla spalla destra. Per strada, con un bimbo piccolo, sono in tanti a fermarsi e a tentare di accarezzarlo e persino baciarlo (con enorme disappunto del bambino… o almeno dei miei!). E a proposito di fisicità sappiate che qui, quando ci si saluta, i baci che ci si scambia sono sempre tre, e non due come in Italia.


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