Le streghe e i monatti

22 11 2011

Le strade di Addis Abeba sono relativamente pulite, nonostante si tratti di una grande metropoli abitata da diversi milioni di abitanti. Certo, parlo delle strade del centro della città, di quelle asfaltate che non rappresentano tuttora la maggioranza degli assi viari cittadini: le strade sterrate, quelle che durante la stagione delle piogge hanno buchi che diventano laghi navigabili e che durante il periodo secco distribuiscono democraticamente la loro polvere su case, animali e persone uniformando tutto il paesaggio di un unico color terra, quelle no. Le vie secondarie spesso ospitano punti di raccolta della spazzatura, discariche a cielo aperto dove volenterosi ragazzi separano i rifiuti in quella che io definisco la “differenziata del terzo mondo”: le bottiglie di plastica non vengono fuse per farci altri oggetti, ma riutilizzate come contenitori di liquidi; i sacchi del grano sono smembrati per creare corde con i fili di plastica con cui sono fatti; i rifiuti alimentari diventano cibo per capre e asini che pascolano lì vicino; e via di questo passo.

L’immondizia viene raccolta da uomini che girano per le strade spingendo grossi carretti a due ruote: noi li chiamiamo affettuosamente monatti, perché ricordano davvero tanto l’ingrato mestiere dei personaggi manzoniani. Per inciso, la raccolta della spazzatura effettuata direttamente al cancello di casa mi costa circa 8 birr a settimana (il prezzo dipende da quanta ne produciamo…).

Ogni mattina poi, andando ad accompagnare i bimbi a scuola incontro parecchi gruppi di due o tre signore che con ramazza di saggina puliscono coscienziosamente le strade della città. Si capisce che sono donne da pochi indizi difficili da decifrare, perché di solito sono interamente coperte da tute da lavoro, fazzoletti che avvolgono loro il capo lasciando scoperti solo gli occhi e grossi cappelli di paglia che le proteggono dal sole e dalla pioggia.

Mio figlio le chiama le streghe ed è per questo che ieri, mentre discuteva accesamente con sua sorella che dall’alto della sua saggezza gli spiegava che le streghe esistono solo nelle fiabe, le ha detto “Esistono! Te le faccio vedere domani mattina!”


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3 responses

23 11 2011
destinazioneestero

Anche ad Asmara ci sono queste signore che la mattina puliscono le strade. Avrei sempre voluto fotografarle ma purtroppo la mattina mi dimenticavo la macchina fotografica. Peccato, le avremmo messe a confronto!
Comunque anche Asmara è pulita, certo lì è più facile rispetto ad Addis perché è una piccola città.

24 11 2011
ferengiaddis

L’altra sera guardavo in tv dei video musicali trasmessi dalla rete eritrea: hanno fatto vedere degli scorci di Asmara, sembra una città ordinata, con palazzi solidi (probabilmente ancora quelli dell’epoca italiana) e strade ampie.https://ferengiaddis.wordpress.com/wp-admin/edit-comments.php#comments-form

21 03 2012
La soluzione « Ferengi in Addis

[…] sua competenza e, nel caso in cui lavori in una casa privata, apre e chiude il cancello, consegna la spazzatura ai monatti, annaffia le piante, gioca con i bambini. È una presenza costante e, anche se all’inizio per noi […]

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