Cosa hanno lasciato gli italiani in Etiopia

1 12 2010

Riprendendo il filo del discorso affrontato nel post precedente, ci sono alcune cose che gli italiani hanno indubbiamente lasciato in eredità al popolo etiope. Oltre alle infrastrutture che ancora reggono nonostante il passare del tempo, le macchine per l’espresso e l’abitudine a comprare i dolci per il pranzo della domenica, l’Italia ha lasciato in dote all’amharico un’indubbia eredità linguistica.

Le parole nell’ambito meccanico, come carburatore, gommista, cacciavite, ecc. sono prese pari pari dall’italiano, comprese machìna (con una sola c e l’accento sulla i), targa, aeroplano. Anche la burocrazia l’abbiamo importata noi: le parole bollo e firma si usano qui come in Italia. E per diluire le vernici, anche qui si usa l’acqua ragia.

Ma la cosa più strana e che non mi sono ancora riuscita a spiegare è il fatto che in amharico si usi la parola “calcio”per dire pedata, colpo con il piede… e prima del 1936 questi etiopi non avevano mai dato un calcio?


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8 responses

19 12 2010
Calcio:ecco perché « Ferengi in Addis

[…] eredità linguistica che l’Italia ha lasciato all’amharico: come ho già scritto in un altro post , molte parole sono prese dalla lingua parlata in Etiopia pari pari […]

2 02 2012
Mauro

… si è divertente come molte parole italiane hanno arricchito il vocabolario etiope! Una simpatica è “quotidiano”, in amarico è “gazetta” ovviamente deriva da “gazzetta”!

2 02 2012
Marina

E il chewing-gum? Sarà un caso che si chiami mastika?

3 02 2012
ferengiaddis

Ne sto scoprendo ogni giorno di nuove, di parole italiane “etiopizzate”, mi sono ripromessa di postarne un’altra raccolta prima o poi!

28 03 2012
Ecco perché molti etiopi hanno la pelle chiara (e parlano italiano senza saperlo) « Ferengi in Addis

[…] so, ne ho già parlato altre volte, ma devo dire che l’eredità italiana in Etiopia, soprattutto quella linguistica, è un argomento […]

12 04 2015
Gianfranco

mio nonno Berrardino Mitilini non è più rientrato dalla guerra del 1936 per la legge italiana non è un caduto della seconda guerra mondiale. oggi sarà morto ma mio padre non ha avuto più notizie, se qualcuno può darmi delle indicazioni per capire se sie costruito una nuova vita con una nuova famiglia, forse mio padre avra dei fratelli che non ha mai conosciuto.

16 04 2015
nat

altre parole usate in etiopia:trattore,asfalto,targa,

15 08 2015
Impressioni dall’Etiopia nr 2. Verba volant | phisaz

[…] Per fortuna non si sta a Bole, il quartiere “europeo” dove tutti i turisti normalmente alloggiano, ma vicino al mercato. Sí si dice proprio così in Etiopia, mercato. Non ne ho la più pallida idea di come lo scrivano, anche perché i caratteri dell’alfabeto Amharico non sono quelli del nostro. Evidentemente le nuove parole in una lingua nascono anche fuori dai luoghi di scrittura.  Virus che germinano nei saperi reconditi e si trasmettono attraverso atti impuri (cit.), strisciando di lingua in lingua. A volte vengono trattenuti dal corpo ospite così come sono (mercato, meccanico, gommista), altre volte invece vengono contaminate e mutano, come machìna. Chissà perché. Non me lo chiedo solo io. […]

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