Reverse Culture Shock

3 08 2010

Arrivata in Italia, ho subito il classico shock culturale che, secondo gli esperti, colpisce in  modo più o meno grave tutti coloro che vivono a contatto con una cultura diversa dalla propria, ma io l’ho avuto al contrario.

Sono entrata in un ipermercato, era da un po’ che non ne frequentavo uno, e tutto mi è parso un po’ assurdo: montagne di prodotti di ogni tipo, dalle mutande agli yoghurt, dalle birre alle sedie da giardino, dal pane alle creme di bellezza, presentati in almeno una dozzina di varianti per ogni marca. E tutta questa merce in un unico, enorme, bulimico edificio ricolmo di persone, attirate lì non tanto dal bisogno di acquistare qualcosa di realmente indispensabile, quanto da offerte promozionali su prodotti voluttuari e dall’aria condizionata che salva dalla calura estiva.

In Etiopia le uniche offerte che ho finora trovato sono quelle sul latte a lunga conservazione la cui scadenza si sta avvicinando: è una cultura decisamente più pragmatica, dove il marketing ha ancora larghi margini di azione! O forse manca solo la disponibilità a spendere che ormai in Italia è un fatto decisamente scontato. Infatti, nonostante la mia indignazione di fronte a tanto ostentato consumismo, in poco meno di mezz’ora sono riuscita a spendere quello che è uno stipendio di un lavoratore medio in Etiopia, più o meno 60 euro…


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6 responses

14 08 2010
fedserica perosino

Ciao Laura, un caro saluto.Volevo dire che anche io provo lo stesso sbigottimento quando entro in un iper o super mercato..E senza inutili retoriche, visto che noi viviamo nella parte di Madre Terra dove veramente si spreca di tutto e di più, è per me abbastanza difficile, comprare uno shampoo.Hai visto di quanti tipi ce ne sono?per ben tre volte, dopo un lunga e accurata ricerca, ho portato a casa un balsamo, e me lo sono anche dato in testa, ma non faceva schiuma!!!Ora ho risolto con questo e tutti gli altri prodotti che mi provocano confusione mentale ( sarà l’età)in questo modo:compro sempre e solo lo stesso prodotto nello stesso posto..Alla faccia di chi danna tanto a creare tutti questi prodotti…..a presto Federica

12 09 2011
Melkam Addis Amet! « Ferengi in Addis

[…] in Etiopia con tutti i crismi, per me che dopo due settimane qui sto ancora lottando contro un culture shock o un reverse culture shock… non so nemmeno più quale sia per me la cultura diversa! Share […]

2 02 2012
Marina

… che peccato che poi, rientrata in Italia, dopo lo shock che descrivi così bene, dopo aver fatto amare riflessioni sull’utile e sul superfluo, sull’indispensabile e il voluttuario, dopo aver CAPITO che qui spendiamo a vanvera per un mare di sciocchezze… ebbene, dopo tutto ciò nel giro di un mese avevo già perfettamente ripreso ritmi e sperperi e se non trovo 110 marche di biscotti nel supermercato sotto casa storco il naso!😦

3 02 2012
ferengiaddis

Si fa veramente presto a riprendere le brutte abitudini! Ora tu sei in Italia?

1 09 2012
Maria Adelaide Rubini

ciao,ho letto il tuo blog e mi piace molto! Sono curiosa di sapere come si vive lì,sono in graduatoria per le supplenze nella scuola primaria dell’Istituto Italiano.Alcuni anni fa mi hanno chiamato,ma ho sempre rifiutato. Ora i miei 5 figli sono cresciuti e potremmo fare quest’esperienza…chissà se ci sarà un’oppotunità?Per ora sbircio l’Etiopia on line e attraverso i racconti di chi ci vive o ci ha vissuto.Tu sei veramente simpatica e molto positiva.Grazie perchè mi fai sentire quello che provi in un modo spontaneo,ma reale.
A presto(spero)
M.A.

1 09 2012
ferengiaddis

Ciao Maria Adelaide,
grazie a te per i complimenti!
L’Etiopia è un mondo da scoprire, magari anche venendo a fare un viaggio per conoscere da vicino il paese. Sono sicura che ti entrerà nel cuore.

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